Chi sono

L’idea legata alla figura dell’albero ha, da secoli, impegnato artisti e pubblico.
L’albero in senso religioso o, più semplicemente, quello legato a particolari descrizioni paesaggistiche, ha abitato, da sempre la storia dell’arte.

Beatrice Gelli ne recupera la genesi portando alla nostra attenzione il soggetto naturale per antonomasia, in infinite varianti.

L’albero diviene, così, in Beatrice Gelli una base di partenza figurativa, un elemento su cui innestare il pensiero creativo ed artistico.
Da lì ne consegue una serie di realizzazioni in cui l’albero viene sviscerato, riletto, contaminato, semplificato.

Il risultato è una serie di opere in cui il talento dell’artista si unisce ad un talento di linguaggio del tutto nuovo.
L’uso di differenti tecniche così come la decisione dell’affrontare il processo creativo per differenti gradi di progettazione, pone l’artista e lo spettatore sul medesimo piano formale, tanto da creare un legame, una sorta di passaggio obbligato tra natura ed espressione artistica e comunicativa.

Non a caso, infatti, il processo creativo di Beatrice Gelli è affidato non solo ad un contesto artistico-estetico; l’artista, infatti, si serve anche di processi di cultura comunicativa che passano attraverso un “saper fare” grafico e tipografico.
Gli alberi che ne risultano sono una miscellanea di alfabeti e codici cromatici, di segni complessi e ricche semplificazioni.
In arte si dice che l’elemento più complesso da disegnare sia proprio l’albero.

Beatrice Gelli dà segno di essersene appropriata in maniera decisiva; affidandolo al gesto lo consegna a noi, suoi spettatori, per renderne eterna l’universalità.

Michele Govoni